Stasera, che sera.
Poco più di due anni fa sono tornata a casa dal lavoro, erano quasi le otto di sera. E il mio Rooney, il bassotto che ha condiviso 13 anni della sua vita con me, era sdraiato, sul tappeto del soggiorno, rigido e freddo. Lo avevo accompagnato in pausa pranzo a fare la sua piccola passeggiata, e camminava con fatica. Non mi dilungo sulla sua storia, sulla nostra storia, un po' perché non voglio parlare di lui in questo post, del bene che mi ha fatto e del male che ho provato aprendo quella porta, non sono pronta. Ma più passavano le settimane da quell' 8 febbraio 2024 più mi rendevo conto che quei minuti di passeggiate, quel mio tornare a casa sempre in pausa pranzo, e quel tempo passato a grattugiargli la testa e il petto mentre guardavo esausta la tv dopo orari assurdi in ufficio... mi mancavano, e soprattutto mi facevano bene. Mi detonavano. Mi rallentavano i battiti del cuore, mi aiutavano a respirare. Me ne sono resa conto dopo un paio di mesi, quando mi sono sentita sopr...